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"L'euro. Come una moneta comune minaccia il futuro dell'Europa" di Joseph E. Stiglitz, Einaudi 2017

Secondo il premio Nobel, il progetto dell'eurozona ha un "difetto congenito", frutto di idee economiche sbagliate (fondamentalismo di mercato) e mancanza di solidarietà politiche. L'autore ritiene che tre siano le alternative possibili: riforme della struttura dell'eurozona, divorzio consensuale, o  adozione di un euro flessibile.

Joseph E. Stiglitz

L'euro. Come una moneta comune minaccia il futuro dell'Europa

Einaudi 2017

[Disponibile in Biblioteca: collocazione H.2940 ]

Scheda del libro

E come Euro. La moneta comune che, con una decisione fatale, l'Europa ha adottato senza approntare le istituzioni economiche per sostenerla. E che può essere un fattore cruciale della sua dissoluzione.

Nel 2010 la crisi finanziaria globale del 2008 si è trasformata in una «eurocrisi» che pare lontana dal placarsi, soprattutto per i paesi che condividono la moneta comune euro - l'eurozona. Qui il premio Nobel Joseph E. Stiglitz demolisce il consenso prevalente sulle ragioni che hanno messo all'angolo l'Europa, criticando i campioni dell'austerità e proponendo soluzioni concrete ai problemi legati all'euro. La crisi ne ha infatti messo in luce i limiti. La stagnazione nell'eurozona e le sue fosche prospettive di ripresa sono un diretto risultato della sua sfida fondamentale: la pretesa di far condividere a un gruppo di paesi molto diversi un'unica valuta comune. L'euro è nato imperfetto, con un'integrazione economica che andava piú veloce di quella politica. L'attuale assetto monetario promuove la divergenza piuttosto che la convergenza. L'euro può essere salvato? <continua>

 

  • L'intervista al professor Joseph Stiglitz, premio Nobel per l'economia, sull'Italia e l'euro < vai su YouTube >

Quando sei premi Nobel per l’economia si decidono a fare la guerra all’euro, anche per i più strenui avvocati difendere la moneta unica diventa un’impresa ardua contrastarli. Joseph Stiglitz, premio Nobel per l’economia nel 2001 per il suo lavoro sulle asimmetrie informative, si trova in quella lista. Ma non è sempre stato così: in un saggio del 2007 dal titolo “la missione globale dell’UE” Stiglitz definiva il progetto europeo “un enorme successo” ricordando che l’UE aveva “realizzato il sogno” dell’integrazione economica. Oggi nelle sue conferenze per il mondo critica l’Unione Economica e Monetaria, la definisce “un esperimento andato male”, avanza dubbi sulla democraticità delle istituzioni a Bruxelles. Cosa fa cambiare così drasticamente opinione a un premio Nobel? L’austerity. In una conversazione alla LUISS insieme a Jean Paul Fitoussi, Stiglitz ha spiegato alla platea cosa non ha funzionato con l’euro e perché le politiche di austerity devono rimanere solo un brutto ricordo. <continua>

[Ultimo aggiornamento: 05/06/2017 15:58:04]